albee253

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  • albee253
    Utente
      Iron Blooded Orphans assolutamente.

      L’avevo snobbata qualche tempo fa (come un po’ tutte le serie non appartenenti allo UC) e l’ho guardata per caso quando è stata messa sul canale Youtube Gundam.info.

      Sinceramente non credevo fosse possibile che una serie anime mi prendesse così tanto. Già dal primo episodio la crudezza con cui viene schiaffato in faccia allo spettatore il mondo in cui vivono i ragazzi protagonisti è spiazzante. La condizione dei ragazzini mandati in guerra come carne da cannone , la loro forza nel superare tutto per sopravvivere, la quasi apatia con cui accettano il rischio di morire e nonostante ciò l’affiatamento praticamente familiare tra loro sono rappresentati in maniera superba.

      Tutti i personaggi hanno una definizione dettagliatissima della propria personalità ed è fantastico il modo in cui sono rese le reazioni sia nell’ atteggiamento che nelle espressioni sul volto quando accade qualcosa; si riesce a seguire gli eventi anche senza dialoghi.

      Il tentativo dei Telkadan di riscattarsi da questa condizione, affascina per la risolutezza con cui Orga, il leader, prende decisioni rischiose ma potendo contare sulla abilità in combattimento dei compagni.

      E poi i colpi in battaglia, sia tra mobile suit che con i mobile worker sono potenti,  prsanti, sembra quasi di sentirli fisicamente. Il Barbatos poi ha quell’aggressività animalesca che rimette in pace con i decenni di cannoni e spade a laser e raggi vari.

      Quello mena senza ritegno ed è il degno strumento nelle mani di Mika, per schiacciare ogni avversario che si metta in mezzo nel percorso dei Telkadan (quando ho bisogno di un po’ di sana battaglia mi rivedo l’episodio 23 della prima serie e mi sento uno dei ragazzini che giù dal treno in mezzo alla neve osservano lo scontro esclamando “awesome”…)

      Il tutto accompagnato sempre da una colonna sonora veramente azzeccatissima che esalta come non avevo mai visto in altre serie sia le azioni che i momenti più rilassati o quelli tesi.

      Una serie a se stante (in realtà due serie e mai come in questo caso decisamente diverse, quasi contrapposte) che se vogliamo poco ha a che fare con le “normali” serie Gundam, però davvero ha quel mix di fattori che a mio avviso coinvolge da matti (l’ho già rivista due volte in nemmeno sei mesi…).

      albee253
      Utente
        È da sperarci. Anche pensando al fatto che comunque un finale a questa storia lo dovranno pur dare dato che così come finisce lascia troppe situazioni irrisolte.
        • Questa risposta è stata modificata 1 settimana, 1 giorno fa da Zechs.
        albee253
        Utente
          La spiegazione è semplice: $$$

          Dovendo fare esperienza partendo da zero mi sarebbe spiaciuto di più “rovinare” un HG originale Bandai rispetto a una replica cinese da pochissimi euro. Per qualche modello la qualità giustifica davvero il prezzo basso (il Guncannon e lo Zgok sono quasi “imbarazzanti” per materiale troppo fragile e giunzioni deboli è allentate). Cominciando a comprare kit Bandai sto comunque vedendo che c’è molta differenza nella qualità degli incastri (non occorre ripulirli sempre col bisturi da bave di stampa) che facilitano l’assemblaggio e anche nei materiali stessi che sono nettamente migliori. Spezzo comunque una lancetta a favore di certi kit bootleg che in alcuni casi, secondo, me non sono così male; ad esempio RX78, Zaku e GM nella foto sono molti dettagliati e solidi come costruzione. Il problema con i bootleg è che essendo venduti su internet non si può “toccare con mano” finchè non arrivano e spesso non arriva quel che si è visto. Pazienza, a volte diventa divertente anche cercare di “salvare” dei kit obiettivamente da spazzatura e cercare di renderli presentabili. La considero una scuola.

          Col tempo i bootleg finiranno sostituiti con originali

          albee253
          Utente
            Ieri sera ho guardato Hataway – The Sorciery of Nymph Circe in inglese.

            La prima cosa che mi viene da dire è che ha una grafica/animazione davvero spettacolare; alcuni passaggi, particolarmente per quanto riguarda l’ambientazione, sia naturale e marina che urbana, sembrano filmati reali.

            Ovviamente i personaggi sono più “disegnati” ma comunque con un notevole “realismo” per effetti d’ombra al variare delle espressioni, movimento e colore degli occhi quasi naturali… davvero eccezionale a mio parere (e Julia mia nuova fiamma… 😎 ).

            Nei combattimenti molto belli i lanci di missili e contromisure che sembrano proprio veri, così come anche i laser che illuminano davvero lo schermo e direi anche per fortuna perchè purtroppo, come nel primo Hataway, i combattimenti sono prevalentemente notturni e quindi si coglie poco della dinamica e del movimento dei mobile suit. Del resto è comprensibile che le azioni terroristiche di Mafty sfruttino il buio però in questo un po’ meno “realismo” aiuterebbe a capire cosa succede, ad esempio l’azione a Oenbelli è praticamente tutta quasi al buio e solo i dialoghi ne permettono la comprensione ma con il fatto che è solo in inglese (e il mio inglese è scarso) ho capito per sommi capi la situazione ma non completamente.

            Non faccio grandi spoiler sulla storia anche perchè in un’ora e 3/4 non è che si svolgano moltissimi avvenimenti per cui raccontarne qualcuno è un po’dare la trama del film.

            Adesso tocca aspettare altri 5 anni per vedere come va a finire.

            albee253
            Utente
              Ho seguito tutta la serie (che peraltro è una di quelle che non conoscevo affatto).
              Come animazione è ovviamente datata essendo più o meno coetanea della serie Wing Gundam e soprattutto vedendola oggi, con l’abitudine al livello di grafica incredibile delle produzioni attuali, denuncia un po’ il peso degli anni… al tempo però doveva essere di alta qualità.
              Di primo acchito la storia mi ha confuso un po’ richiamandomi certe situazioni del mondo Kenshiro (guarda caso anche quello era post apocalittici) con gruppi semi organizzati di predoni e poveracci indifesi che ne subiscono i comportamenti (oddio forse mi son perso qualcosa ….c’è stata l’apocalisse a Milano di recente? Mancano i Gundam per strada e poi è uguale) e per qualche episodio mi sembrava una storia che non portava da nessuna parte. Anche i personaggi principali mi sono sembrati inizialmente un po’ scarsi di personalità; più che Garrodo e Tifa che in fondo sono dei ragazzini, gli altri adulti davano idea di essere gente un po’ strana. Nello sviluppo della serie una certa qual personalità l’hanno messa in mostra e anche l’ambientazione ha ripreso ad avere una sua logica con federazioni e gruppi spazianoidi a fronteggiarsi rientrando così in un cliché maggiormente “gundamico” compreso il tema degli uomini superiori e anche, purtroppo, un finale eccessivamente frettoloso in cui gli eventi si susseguono troppo rapidamente e senza dare sviluppo sufficiente alle cause degli stessi. Capita in diverse serie, come se si accorgessero ad un certo punto che lo spazio per il racconto stesse finendo e dovessero recuperare il tempo perso in episodi francamente quasi inutili. Fortunatamente stavolta Tomino doveva essere di buon umore visto che non muore nessuno dei protagonisti (non che i morti manchino, comunque…) e solo gli odiosi fratelli Frost (con sto nome da reparto surgelati e l’aspetto da zingari era scontato fin da subito che li avrei odiati) alla fine vengono fatti fuori.
              Lato mecha non mi è spiaciuto il GX 9900 dopo il potenziamento con lo scudo a raggi e anche il Leopard, per quanto molto affine al Wing di Trowa come filosofia di mobile suit.
              Il Double X invece non mi dice nulla come anche la maggioranza di quelli “mass production” delle varie frazioni e anche quelli dei Frost (ma forse sono influenzato dai due che li pilotano).
              Alla fine una serie che scorre via abbastanza bene, non ostica da seguire ma che ho trovato un po’ leggerina e personalmente pur avendo alla fine un suo senso non mi ha lasciato molto e immagino che fra un anno farò fatica ad averne un ricordo chiaro.
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